lunedì 23 agosto 2010

da una febbre all'altra. da un bus all'altro, a volte un poco febbricitante. sempre in movimento salvo questi ultimi 4 giorni,al mare. un po di pace, tranne che nell'oceano,che potrebbe far supporre dal suo nome ingannevole, acque tranquille. Pacifico. Idiota chi lo ha nominato con tale nome. Onde di 3 metri senza problemi, che ti scagliano sulla sabbia con potenza, e ti fanno capire la tua fragilita di essere umano tra i 70 e gli80 chili. Servirebbero almeno alcune tonnellate per stare al sicuro. io mi diverto un mondo anche se devo ammettere che in 4 giorni a mazunte, cosi si chiama il posto, ho bevuto un po almeo 2 volte. ieri il mare era incazato,ma e proprio quando si incazza che le onde sono veramente divertenti.
Ho vissuto per un paio di giorni a casa di un artiigiano cileno. stamattina volevo andare a salutarlo, dani e sua figlia ambar a dire la verdad, e la strada era inondata dalla pioggia e dalla frana che si era abbattuta poco distante alla sua capanna.fanog fino alle giocchia per 10-15 metri, un albero caduto, una macchina-un maggiolino-bloccato.e dopoquesto sbattimento, non c'era. tra poco andro a cercarlo per dargli un ultimo saluto, e stato un buon compago. e l ho massacrato a scacchi ieri, gli do una rivincita. qua il tempo del mare e gia finito, ritorno tra le altitudini messicane e tra qualche ora parto per citta del messico. e da li, al deserto.

ciao gente.
m.

martedì 10 agosto 2010

quarantena a S. Cristobal

L'addio con i francesi è stato come ci si poteva aspettare, un afterhour in piena regola, festa fino al mattino, prime luci del giorno ed un tentativo di rissa da parte di guatemaltechi ubriachi che gridavano: “you fucking gringos” ! per fortuna disinnescati prontamente
Alle prime luci del giorno una piccola imbarcazione da S. Pedro mi ha portato dall'altra parte del lago, a Panacachel, la località più conosciuta sulle sponde del lago Atitlan.
Ho preso un maledetto chicken-bus a 12 posti, stretto e caldo,e ho viaggiato per circa 12 ore, che nelle promesse della compagnia del bus dovevano essere 9 a sto giro devo fare i complimenti alla compagnia di viaggi da me scelta, perche mi ha letteralmente "fatto". Ma poco importa.
L'accoglienza a S. Cristobal è stata calorosa, la città immersa nelle colline ad alta quota è veramente bella, ospitale, a buon mercato. E si fa festa tutte le notti, se si vuole. Altra costante di questa città sono i fuochi artificiali, che iniziano verso le 6.30 del mattino e finiscono verso l'una. Molto fragorosi, poco colorati, ma dati i lussureggianti colori che caratterizzano la città, non si fa molto caso all'assenza di spettacoli pirotecnici; piuttosto si fa attenzione al fragore dei botti, che in alcune occasioni è veramente portentoso.
Arrivo a San Cristobal alle 6.30, in ostello alle 7, subito dopo esco con una ragazza australiana da quel molmento in poi, un susseguirsi di locali, fiestas, fino a che non siamo arrivati al pura vida, piccolo locale che quella sera ospitava un ottimo dj minimal, proprio gradevole.così sono restato lì fino a notte fonda, poi ho incontrato juan di origine spagnola,con cui sono stato in giro fino a mattino inoltrato per ultima cosa ci siamo spostati a casa di un messicano e finalmente verso le 9 ero in ostello, dopo quasi 48 ore senza dormire e devo dire un po’ offuscato...
A quel punto mi è venuta la febbre che per fortuna è durata solo 24 ore ma è stata veramente forte: non riuscivo nemmeno a leggere, le uniche forze racimolate in tutta la giornata mi hanno permesso solo di spingermi a una decina di metri dall'ostello dove ho trovato solo una bevanda zuccherata ed una tortina veramente piccola, mia comida per l'intero giorno. Così oggi mi sono elegantemente concesso una bistecca con insalata, per sentirmi in forze e va molto meglio.
Messaggio per il nonno: ora sto bene non preoccuparti più!
Prossimi aggiornamenti da Palenque dove spero di avere una connessione migliore.
Lasciatemi qualche commento sul blog e fatemi sapere delle vostre vacanze dei vostri campeggi dei vostri mari....

venerdì 6 agosto 2010

foto dei precedenti capitoli









or ora vi posto 4-5 foto di lanquin, chamuc champey e del rafting.
domattina l'ennesima levataccia alle 5 per tornare in Messico. Spero di avere le forze per alzarmi dopo l'ultima sera con Baptiste e Jean Marie.

giovedì 5 agosto 2010

ceneri









Antigua, vecchia capitale del Guatemala, distrutta da un terremoto. Una zona molto tranquilla civilmente, quanto scossa dalla natura... due mesi fa un altra eruzione ha cambiato parzialmente le campagne vicinmo al vulcano Pacaya. ceneri, tante ceneri che un giorno saranno ottime basi per vegetazioni ed animali, mentre ora come ora sembrano un santuario funebre, un monito all-uomo che crede di poter controllare se stesso e l-ambiente che lo circonda. Strane illusioni e manie di grandezza, prima di affrontare faccia a faccia madre natura, che qua si fa sentire.
Antigua e un borgo caratteristico, dalle case basse e colorate in stile neocoloniale. resta qualche buon esempio dell-architettura antecedente al 1800, diroccata ma affascinante ancor di piu perche ruvida, semidistrutta, e, nonostante tutto, ancora in piedi.
Il cammino su per il vulcano e stato duro, come al solito. Levataccia alle 5 e mezzo, alle 6 sul bus, e due ore di camminata per andare, due per ritornare. Un po di sport non fa mai male.
Dopo antigua, e la volta di Atitlan, lago a 1700m di altitudine dove regna l-eterna primavera, un clima ottimale per qualsivoglia attivita. E veramente un posto meraviglioso, arduo da raggiungere, ma che lascia a bocca aperta. E protetto e circondato da una grossa catena montuosa, che ha proitetto questo luogo da intemperie e da insediamenti troppo grossi per poter essere sostenibili. Tre vulcani dominano la scena, e le chiatte lente fanno il loro corso. Mio padre *e mia madre*, beh, devo ringraziarli per avermi parlato tante volte di questo lago, ne vale proprio la pena, sebbene le strade svelino sempre qualche sorpresa. Ad esempio, nel tragitto Antigua/Atitlan, ho visto il mio primo cadavere. Un morto ammazzato a colpi di fucile ha detto la polizia. Pioveva molto e dal telo si intravedevano le chiazze di sangue del malcapitato.. cosa non inusuale in guatemala dove la notizia e stata archiviata in un terzo di pagina, alla fine del giornale, assieme a tre altri omicidi. Qua quando si incazzano ci vanno pesante. Come per un giapponese, alcuni mesi fa. Non si e ben capito cosa sia successo, ma la versione per i turisti suona in maniera piuttosto tetra. Tal giapponese paia abbia visto una bimba che piangeva, e per calmarla la ha presa sulle ginocchia. i guatemaltechi hanno pensato la volesse rapire, o stuprare, o entrambe le cose, e seduta stante lo hanno linciato a suon di bastonate. Per fortuna a me piacciono le tardone. E soprattutto non cerco guai, sono i guai a cercarmi. Lo giuro. Qualche volta ci metto del mio, ma solo per dare pepe a situazioni oramai compromesse, senza via di scampo, che per fortuna, fino ad ora, ho scansato con eleganza. Ma non si sa mai cosa possa accadere dopo svariati litri di birra.
Abbiamno fatto un paio di notti di fuoco io e i francesi, gran compagnia devo dire. Gran cosa saper parlare francese, gia gia.
ora, finalmente sono in un internet cafe decente e posso postare qualche foto. spero vi piacciano, mes amies.

domenica 1 agosto 2010

Caverne, torrenti e vulcani

Odio queste connessioni internet. Avevo gia scritto il post, ed aspettato piu di 40 minuti per caricare una foto, ma... e saltato tutto. Cazzo, che palle.
Mi spiace non aver scritto in questi quattro giorni, ma il mio stile di vita corrente non me lo consente. Non solo le droghe, l'alcool o le donne. Nemmeno la pigrizia. Vabbe, un po di pigrizia ve la concedo. E proprio il ritmo che ho preso ed i posti che sto visitando. Dopo il trekking selvaggio, non riesco piu a fare a meno di sensazioni forti, o per lo meno faticose. Mi sono diretto in una piccola cittadina chiamata Lanquin, a pochi chilometri da un angolo di paradiso, una riserva naturale, che si chiama Chamuc Champey. Veramente incredibile. Mi sono dato anche all'esplorazione di grotte e di fiumi sotterranei, ho fatto arrampicata tenendo una candela in mano per fare luce e mi sono tuffato tra le acuqe nascote nei monti all'interno di una grotta. Mi sono tagliato con le sporgenti rocce calcaree dopo il suddetto tuffo, quando ovviamente, la candela ha smesso di funzionare. Mi sono buttato in un fiume lanciandomi da un altalena alta 5-6 metri, appesa ad un albero. HO visitato un ponte naturale, principale attrattiva della riserva di Champey, creato dai detriti che il fiume proveniente dalla caverna portava a valle. Un vero e proprio spaccato di eden in terra di Guatemala. 5-6 pozze di acuq, dai colori brillanti, blu, azzurro, verde ed in alcuni casi rosso (dove la terra rgillosa cola dalle montagne) che si mischiano fino ad essere nuovamente inghiottite dal fiume che riaffiora in superficie dopo circa 200 metri.
Dopo appena 36 ore a lanquin un ragazzo mi ha fatto un offerta che non potevo rifiutare: un rafting a meta prezzo di due giorni, per arrivare a rio dulce in gommone e remi, piuttosto che con il bus. Non ho saputo resistere, e mi sono dato al rafting. Circa 100 km in quella piccola imbarcazione, con i miei soliti compagni di ventura, i francesi, a colorare le serate. Da rio dulce, dove ho passato una sola notte, mi sono diretto ad Antigua, la ex capitale rasa al suolo da un terremoto nel XVIII secolo, bella citta anche se artefatta, colorata, coloniale. Un posto gradevole dove riposarsi un po dopo queste esperienze un po estreme: ma mai quanto el mirador- Si fanno ottime feste qua ad antigua, anche se i locali chiudono piuttosto presto perseguire i rigidi dettami della legge locale. Ieri sera abbiamo ballato con delle 50 enni del posto in una trattoria locale, i mariti ubriachi, le mogli meno, noi per niente. Ma molto divertiti. Oggi per la prima volta durante il viaggio delle ragazze guatemalteche mi hanno chiesto di fare delle foto con loro, ed ho acconsentito. Non capitava dall'india che qualcuno volesse riempire di senso del ridicolo la memory card della propria macchina fotografica. Ma tant'e e mi sono prestato allo scatto.

purtroppo non riesco a caricare le foto, sono very very sorry. Ci riprovo domani da Atitlan.

martedì 27 luglio 2010

dal giorno terzo al giorno quinto

.. continua

Il complesso e gigantesco, tonnellate di pietra sepolta nella vegetazione, strade diroccate ma ancora funzionanti coperte di muschio. Spesso vengono ad ossevarci scimmie urlatrici che nonostante i loro 50 cm di altezza, da lontano paiono gorilla minacciosi grazie al possente iaframma.
3 livelli di pietra che sorreggono il compleso di templi, il piu alto dei qual supera i 70 metri; roccia calcarea, radici La posizion dei templ principali e studiata per rappresentare la cintura di orione ( come in egitto) e un altra serie di templi ricalca il percorso di venere durante alcuni giorni particolari dell anno. Durante l'equinozio d prmavera il sole cade perpendicolare sul tempio Manta, per cadere alle spalle del tempio tigre. il tramonto e meraviglioso, sembra stare su un serpente di erba, che si estende all'infinito. sopra le nostre teste nuvole dalle forme per lo menofuturiste rendono il panorama ancora piu suggestivo. ne e valsa la pena? si.
Migliaia di scalni oggi, migliaia di radici e di stucchi, mascheroni e quant'altra l'archittettura maya all'apice possa proporre. tutto sepellto sotto una tomba di vegetazione ch ha ridotto al silenzio il sito per millenni.Resta poco del vasellame, uasi tutto rubato da tomb raders di varia provenienza, e contrabbandato probabilmente verso il messico e poi verso gli stati uniti. solo 15 km ci separano dal messico, e questa a quanto ci dicono, era la pista dei contrabbandieri. grazie a loro ora possiamo ammirare nuovamente el mirador.
I soldi spesi per restaurare questo sito, all'anno, variano tra i 60 000 euro e i 500 000, cifra assolutamente ridicola considerando le dimensioni dell'area e la quantita di monumenti che vi sono compresi. E un posto incredibile.Il sentimento di essere uno dei pochi che lo abbiano visto, riempie il mio cuore di ebbra vanita, ora che sorseggio rum e the alla menta. Il cammino durante la stagione secca dev essere assai piu facile di quato non lo sia stato per noi.
Sono le 8, ed il buio trova nell candela un tenue baluardo di quello ch definirei civilta.
rimangono solo scimmie urlatrici.

- Giorno quarto

Altri 40 km alle salle, sostenuti a ritmo allegro in circa 8 ore. Dopo essermi svaccato per una mezz'ora sno crollato, e la stanchezzami ha avvolt come una coltre sepolcrale. Rialzarmi e stato difficile,ma una squadraccia di formiche affamate ha assaltato la mia tenda costringendomi alla resa e ad alzarmi. Sembra le formche vogliano adibire la mia "abitazione" ad un sito atto a rave party. Ma l scaccero, ne va della miasalute mentale dormire stanotte.
Sveglia alle 4.30, pancetta uova, in cammino per le 5 e 30-6.La nostra guida ha convinto un archeologo a farci vedere una maschera ancora in restaurazione, chiusa in una stanza all'interno di un tempio. Molto bella, la prima e unica, credo, che vedro colorata nella mia permanenza in america centrale.Piu c allontaniamo dal sito, piu le zanzare ed il calore aumentano. Veramente sgradevole lasciare il sito. Il tempo pareva non reggere, ed abbiamo progressivamente aumentato il passo per non essere coperti dalla pioggia, breve ma violenta, che di solito cade in questa regione tra le 4 e le 5. Il fiume per fortuna era 50 c meno profondo che all'andata il ch ci ha permesso di attraversarlo con meno problemi. ci abbiamo messo comunque mezz'ora a traghettare muli ed equipaggiamento.
Sono circa le 5, siamo arrivati poco dopo le 2. molte zanzare, cazzo quante zanzare, e a stare fermi si impazzisce. Ma non ci sono forze per muoversi, quindi, si impazzisce. Non sono ancora abituato a questo genere di habitat.
Oggi per fortuna sono entrato subito in modalità "cammino", quando non pensi piu ma cammini e basta, un po disconnesso da te stesso, molto connesso con l'ambiente circostante e con quello che devi fare: camminare tra gli alberi, come gli altri animali. Tuttihanno un motivo per camminare, chi cerca l'acqua, chi una preda, chi una strada, chi un partner, chi delle rovine: tutti camminano durante il giorno, salvo poche fiere notturne. Non so come facciano a stare ferme tra caldo e zanzare.
Domani la tappa e piu breve, ma non per questo meno fetente, data l'alta concentrazione di "fango insidioso". Il peggiore, senza dubbio. Dovreste provarlo. Quello che non sai dire se sara duro o cedevole. O, semplicemente, quello che ti fotte celando tronchetti di alberi morti che se non visti, ti lacerano la carne. A me e capitato. Gia due volte, ho un paio di bei lividi leggermente purulenti a testimoniarlo. Trocnchetti molto diversi da quelli della felicita che si vendono a natale.
Tante cose.

- Giorno quinto.

Carmelita mi sembra molto piu bella che alla partenza, Meno caotica, piu pulita, piu organizzata: un oasi dopo la giungla. E stata un esperienza profonda, mi ha cambiato. Non ho ancora capito come,ma, perlomeno, ho trasudato molta della malvagita ingoiata in questi mesi. Di sicuro.
Era tanto temp che non camminavo cosi a lungo e probabilmente e stato l'hike puu duro della mia vita, tra fango, calore e bestie. 120 km in 5 giorni, senza contare una ventina buona al sito. Sempre a salire e scendere da collinette, scalini, a guadare pozze di fango o torrenti o fiumi; natura lussureggiante e uomini che tentano con fatica di strapparle i segreti. La polvere entra copiosa dal finestrinomentre ci allontaniamo sotto ilsole ustionante del meriggio. La comunita di cicleros e contrabbandieri ci saluta sventolando il cappello. Da el mirador appena 15 km e si e in messico; spesso i cercatori di caucciu si improvvisano contrabbandieri ed esortano coca dal guatemala per il messico, o alcolici senza licenza. Sara forse per questo motivo che il rum non mancava mai.
Tornato in ostello mi sono sentito piuttosto alienato, macchine fotografiche, computer, pelli abbronzate e tante faccie da turista. La mia e stravolta, non da turista.Tutti intenti a preservarsi quello spazio di modernita e di privacy che contradistingue l'evo moderno. Sempre a non riuscire a lasciarsi andare, a contenersi, fottersi, e continuare con la propria routine, soltanto a migliaia di km da casa. Tutti estremamente fiduciosi in loro stessi, ma di quella fiducia pronta a sgretolarsi alla prima folata di vento tropicale. Sradicato da convinzioni e sciolto dai miei legacci intellettuali mi chiedo dove andro. Per ora seguo il vento, vado dov capita, quando capita, con chi capita. Non ho molte scelte daltra parte.
Sono andato a bere una birra con Laurent, il piansta nomade francese che mi aveva segnalato el mirador come meta adatta a me, e lo ho ringraziato. DOpo ci siamo diretti verso la "casa" di un suo compare, che lo accompagna con la chitarra nelle notti di flores. In realta si tratta di una lavanderia con un letto,una maniera come un altra per ottimizzare lo spazio, e trasformarsi da musicista in unnovello robinson crusoe- self made man pseudo capitalista, per arrotondare la magra paga di chi vive di musica.
Finalmente non ci sono zanzare stasera, o almeno non me ne accorgo, dato il loro numero esiguo. L'uomo, qua, per generazioni, deve aver fatto una fatica enrme per strapare qualche fazzoletto di terra alla vegetazione. e devo dire che quel fazzoletto chiamato flores, e proprio grazioso.
Proprio non capisco la mia vita, ma gia il fatto di essere qua dovrebbe essere una ragione sufficiente per vivere e cercare la mia strada; ora che ho visto come possa farmi strada tra liane e scorpioni, spero riusciro a farmi strada anche altrove, in condizioni meno dure, tra i deserti di cemento che chiamiamo citta.

lunedì 26 luglio 2010

I diari della giungla



















Eccomi qua, dopo 6 giorni passati a cercare me stesso nella giungla, o a fare sempicemente un trekking molto difficile ed impegnativo. Tornato, contento, distrutto.
Capirete bene che nella giungla non mi era possibile inj alcuna maniera di scrivervi e di aggiornarvi sulla mia condizione spaziale ed esistenziale.
vi lascio alcune foto ed il resoconto che ho fatto quasi ogni giorno sul mio diario un po lordo ora, un po sfigato per la bassa qualita delle idee o della prosa. Tuttavia essendo voi lettori insperti e di bassa qualita (altrimenti non sareste i miei amici) credo apprezerete lo stesso quanto segue.

-Giorno primo, 22/07/2010

Sono a pezzi, ieri sera ho bevuto troppo e male per festeggiare la mia partenza per "El Mirador". Laurent, il pianista che vagabonda da 15 anni in america cen

trale, dice sia un autentica esperienza, gli do credito. Ed in effetti, arrivato al termine del primo giorno, devo dire che e un viaggio abbastanza impegnativo. Circa 62 km in due giorni, non male. Oggi ne abbiamo fatti poco piu di una ventina, nel pantano fino alle caviglie e a volte fino al ginocchio. Tante cose, soprattutto zanzare dove non ci sono i guadi ma solo il fango. E forse il trekking piu duro della mia vita. Ieri sera sono stato a Tikal, molto bello, molto molto bello. Ora capisco quanto lavoro ci sia dietro per mantenere agibile il sito e combattere fango e zaznare.Qua e stato piuttosto duro camminare 6 ore.. il mio corpo potrebbe essere espsto in un museo di scienze naturali di una grande citta alla voce: punture di insetto tropicale. Sul serio.
Non credevo l'ostacolo piu duro sarebbero stati gli insetti. Stimo i miei compagni, li conosco appena e forse e per questo che li stimo. Siamo tutti distrutti, e nessuno si lamenta. Nei limiti del possibile. 2 ragazze del quebeq di 20 anni e due francesi di 30 partiti ad esplorare tutto il contintinente americano, dall'Alaska all'Argentina, non male; sono in giro gia da 6 mesi.
Il polo fritto di sta sera credo sara l'unica carne fresca di tutto il viaggio; con questa umidita e con la temperautura che arriva a 35 gradi durante il meriggio non penso sia possibile preservae un pezzo di carne per piu di otto ore.
Le zanzare hanno ritmi alieni per me: a Milano, come la gente, sono fashon, si alzano alla sera per uscire in ticinese ed andare a bere tra le colonne e i navigili. Come tutti del resto. Qua, giudiziose, si alzano col sole e col sole si coricano, restando a farci "compagnia" per tutto il giorno. Anche per me il cadere del sole ottenebre mente e membra. Non credevo di trovare pane per i miei denti, ma bene, eccoci qua. Credeo che nella stagione secca il cammino sia fattibile, per intero, in una giornata di marcia sostenuta, circa 10-12 ore.A me basta gia cosi, anchye..
Poco tempo per gli anche.
Anche se devo dire che scrivere con la stilografica su un tavolo di legno sudicio, a lume di candela, in mezzo alla giungla, ha il suo gusto.
Mi piacerebbe ci fosse qualcuno dei miei amici qua con me a condividere questa esperienza estrena. Anche se pochi mi avrebbero seguito.
Dicono sia una specie di Eldorado dell'archeologia maya. I templi, a quanto pare, una volta erano gialli, rossi e neri, prima che la vegetazione si riprendesse i pigmenti da lei estratti a suo tempo. Le dinastie Maya si ispiravano ai serpenti, I khan. I reggenti di "el Mirador" si sono ispuirati al serpente corallo, molto diffuso da queste parti, colorato, per l'appunto, di rosso, giallo e nero.
Dopo un cammino come questo spero in qualche cosa alla Indiana Jones. La dannata industria del cinema americano mi e entrata piu nelle ossa di quanto credessi. Dannazione. Ma almeno ho una qualche fanbtasiua ricorrente, un qualche modello concettuale cui aggrapparmi durante il cammino per distrarmi dalle maledette "moscas" (zanzare). Credo che una revisione dell'iconografia di Noe sia opportuna alla luce della mia esperienza. Me lo immagino durante il viaggio nella sua pulciosa nave mentre scaccia insetti a destra e a manca che non puo neanche uccidere. E per questo ha sempre in mano quel maledetto ramoscello, altro che simbolo di pace. Semplicemente un mezzo come un altro per allontanare la frustrazione del ronzio.

p.s. questo capitolo e stato scritto il 4 giorno, di sera, quando ho avuto il tempo necessario per mettere per iscritto alcune idee.

-Giorno secondo.
La missione archeologica e piuttosto diversa da quanto mi aspettavo. Siamo su un altopiano circondato da stradine di pietra sgombere da alberi, per a prima volta in due giorni. Vediamo il cielo pieno di nuvole. Per fortuna oggi non ha piovuto, sarebbe stato tragicomico dopo 10 ore di percorso nella giungla.
Il "monte" profondo, oscuro, cela i suoi segreti con cura ed astuzia. E ti sfida. Ti sfianca, ti fa desistere. Ci sono circa 35 gradi durante la giornata, ed il sole inizia implacabile la sua ascesa gia alle 5, per rendersi maliziosamente caldo tra le 11 e le 16; l'evaporazione dell'acuqa fa arrivare a picchi imprevisti di calore percepito ad un ora qualsiasi della giornata. Bastano 50 m con spiragli sufficienti tra la vegetazione, che dall'ombra ipocrita, che nulla rinfresca, il sole compare ed inizia a cuocerti facendo evaporare il terreno gravido d'acuqa, come fanno le massaie quando vogliono servire nuovamente il pasto al proprio marito. Cresci come il pane, infetto dal lievito, infetto dalla vita, e ti ritrovi alla maturazione fisica per capire di essere solo un pasto da servire caldo al "senor de las moscas". Il signore delle zanzare, o qualcosa del genere.
Stormi si abbattono su di noi, come l'acqua in una tempesta nel Pacifico. Tento di mitigare la loro terrificante offesa agitando ritmicamente una fronda strappata alla vegetazione. Devi stare in movimento. Sempre.
Oggi eravamo temprati dal giorno precedente, e sia caldo che zanzare sono stati affrontati con maggiore risoluzione. Ma il nuovo problema di oggi sono stati i guadi. A decine i piccoli canali gonfiati dalla pioggia della notte si sono dimostrati avvrsari con cui non scherzare. Uno e stato piuttosto impegnativo. Un fuiume in piuena con un lketto profondo in un paio di punti, piu di due metri. Poteva diventare una tomba d'acuqa per la prima mula che ha attraversato il "guado". I due fratelli nostre guide, Giovanni e Ecid, con fatica la hanno traghettata letteralmente da una sponda all'altra. Con gli altri tre animali e stato piu facile, dopo aver escogitato un sistema di corde che ci e servito pure per far passare i bagagli e le taniche d'acqua da una parte all'altre. L'acqua era fredda e i pacchi porati di solito dalle bestie ci hanno richiesto circa un ora di lavoro, a mollonella corrente.
Ora che siamo in queste rovine e nel nostro campo base poco distante dalle baracche che ospitano gli archeologi ed il personale della missione, mi sento un po estraniato a vedere il lavoro dell'uomo dopo 60 km di vegetazione incontaminata. Ma anche felice di potermi godere un po di riposo in una zona che presenta molte meno zanzare, edificata su piattaforme gigantesche di pietra, quindi meno avvezze a creare paludi ed aquitrini (data la pendenza delle suddette piattaforme, utilizzata in altri tempi per catalizzare l'acqua in cisterne).
La stanchezza mi attanaglia a volte, e devo riposare qualche minuto tra una riga e l'altra. Da poco se ne sono andati altri forestieri che ci precedevano diun giorno di cammino, ben piu rilassati di noi grazie alla giornata trascorsa nel sito archologico.
Puo darsi che mi svegli nella notte, come ieri, e spero di avere la forza di scrivere.
Alle prime luci dell'alba trovo qualche inattesa sostanza che mi rimette un po in piedi, e trovo le energie per prendere la penna in mano. Non scherzo, il livello di fatica e veramente alto. Il corpo non si e ancora svegliato, spero, perche se dovessero essere queste le mie condizioni per la giornata, sarebbe un altro giorno piuttosto impegnativo. I miei compagni dormono ancora, dopo 12 ore di sonno ininterrotto, e non danno segni di vita. Io sono stato svegliato dalla fame e dai cori delle scimmie urlatrici, che si nascondono bene tra gli alberi per non farsi vedere; il loro canto e profondo e terrbile, ma le loro dimensioni non superano i 60 cm di altezza. E per questo hanno tutto l'interesse a non farsi vedere ma solo a fasri sentire. Un altro animale che mi ha stupito pe la sua abilita canora sono le rane tropicali. Se la quantita di rane supera una certa massa critica, l'intreccio dei rumori dei loro spostamenti sull'acqua, il fento che scuoite le fronde ed il loro gracidare mi ricorda sinistramente quanto la fantasia mi suggerisce circa l'apertura delle porte di Ecate furiosa. Sulla strada per l'altopiano abbiamo trovato quasi qualsiasi specie di creatura velenoso che abiti da queste parti. Vespe, crotaliu, serpenti corallo, tarantole e sepenti dall barba rossa.
Per fortuna qualche distrazione archeologica ha aiutato il tempo a scorrere; tre piccole tombe, case in rovina, resti del sistema idrico e mascheroni. Cosi abbiamo fatto la nostra strada fino all'accampamento. Tra poche ore ci metteremo in cammino, tornero a distendermi per riposare le membra spossate dal cammino nella foresta pluviale.

- Giorno terzo.
Oggi abbiamo fatto un passo nella storia, le rovine si sono dischiuse e ci hanno mostrato i tesori piu preziosi sacosti nella selva.
Il dott. Richard Hanses lavora qua dal 1982, anno in cui sono arrivati i primi soldi dagli sponsor privati che hanno permesso di disseppellire parte del complesso di circa 525 000 acri, per una citta che opsitava nella sola parte monumentale circa 300 000 persone. Per l'esattezza due citta con un unico governatore. >Gli archeologi ci hanno mostrato il sito scoperto l'anno scorso, siamo quasii primi "civili" a vedere questi stucchi incredibili sopravvissuti a tempo e vegetazione. 8 cm di arte sopravvissuti alla giungla, ben conservati con ombre che ricorano i pigmenti con i quali erano colorati. Da quanto emerge questa scoperta dovrebbe combiare e rimuovere alcune credenze consolidate nell'archeologia maya, in quanto costruzioni tantomonumentali dovrebbero appartenere ad un periodo posteriore a quello della costruzione di "el Mirador". Questo e stato l'impero di maggiori dimesioni della storia di questo popolo, e le costruzioni sono ben piu grandi di quelle osservate a Tikal. Sia la grandezza degli stucchi, sia la qualita del lavoro mi stupiscono. Sono dei primi secoli avanti cristo, e in quel tempo non pareva i Maya fossero tanto avanzati. Ed un dettaglio mi colpisce, come pare abbia attratto l'interesse pure di numerosi archeologi. I personaggi mitologici portano tuti dei caschi che per le decorazioni richiamano o la sinuosita del Khan (dio serpente) o altre decorazioni presenti in altri siti, comparse pero solo sui mascheroni di pietra.

--piu tardi altri aggiornamenti su questo percorso, ora e ora di pranzo.